12 March

Prodotti a marchio tutelato, è boom nelle mense scolastiche

Le mense scolastiche italiane propongono menu composti principalmente da prodotti biologici, Dop e Igp. Lo dichiara CIR Food, Cooperativa Italiana di Ristorazione, che ha analizzato l’incidenza dei prodotti biologici, Dop, Igp ed equo-solidali sugli acquisti di derrate alimentari utilizzate lo scorso anno per le mense scolastiche di 440 Comuni Italiani. Negli ultimi mesi è capitato […]

Martek-makes-babies-sick-with-GM-food1Le mense scolastiche italiane propongono menu composti principalmente da prodotti biologici, Dop e Igp. Lo dichiara CIR Food, Cooperativa Italiana di Ristorazione, che ha analizzato l’incidenza dei prodotti biologici, Dop, Igp ed equo-solidali sugli acquisti di derrate alimentari utilizzate lo scorso anno per le mense scolastiche di 440 Comuni Italiani.

Negli ultimi mesi è capitato spesso di sentire autorevoli rappresentanti delle istituzioni o protagonisti dell’industria e delle associazioni alimentari dichiarare che in occasione di Expo 2015
avremo l’opportunità di dimostrare al mondo il valore del nostro modello alimentare.

È capitato spesso negli ultimi anni, a onor del vero sempre meno frequentemente, di assistere a polemiche sulla presunta scarsa qualità delle mense scolastiche. Sembra sia giunto il momento di fare chiarezza: le mense italiane stanno facendo passi da gigante e questa indagine lo dimostra. L’attenzione che gli italiani pongono verso la qualità e la sicurezza dei cibi è un dato di fatto.
Così come sembra evidente che i genitori italiani possono stare tranquilli su cosa mangiano i loro figli a scuola: in generale mangiano bene.

Vediamo in dettaglio i risultati dell’analisi di CIR Food.
Tra i prodotti biologici al primo posto emergono alimenti di primaria importanza per l’alimentazione sana come i legumi secchi con il 72% del totale, pasta e riso con il 62%, uova con il 68%. Anche la verdura fresca è in larga parte biologica (62%), così come i condimenti (61%). Da segnalare, inoltre, il caso dell’olio d’oliva, che vede il 52% di provenienza biologica ed il 9% a marchio Dop/Igp.
Per quest’ultima categoria – Dop e Igp – sono le carni (22%) e i salumi (27%) a far registrare l’incidenza maggiore, seguiti da formaggi e legumi.
Interessante, infine, il dato che riguarda il consumo di alimenti equo-solidali, punto di partenza educativo di grande spessore (siamo a scuola dopotutto), che segnala un 12% di frutta consumata all’interno dei locali scolastici quale spuntino e merenda.

Il valore del metodo è plurimo, non possiamo far altro che riconoscerlo, accanto all’indiscusso vantaggio per la qualità dei cibi e per la salute delle giovani generazioni, ma anche delle meno giovani poiché il progetto riguarda anche altre strutture collettive, esiste una valenza culturale di enorme risonanza. Rientra a pieno titolo in quel generico progetto di “educazione alimentare” di cui spesso si parla e raramente si capisce il significato.

CIR Food rivendica orgogliosamente la scelta che intende proseguire malgrado le difficoltà di reperimento e i costi elevati per mantenere alta la qualità del servizio pubblico. Sempre in tema di educazione alimentare in senso ampio, infatti, si può citare il caso dei prodotti Libera Terra, coltivati nelle terre confiscate alla mafia.

La prossima prova da superare, per CIR Food, è molto vicina e sarà decisamente ardua: è stata scelta per sfamare i 20 milioni di visitatori attesi a Expo 2015, dove l’italianità in tavola sarà il biglietto da visita per eccellenza del nostro Paese.

Marina Caccialanza – www.ristorazionecatering.it

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